FAQ2019-01-14T20:33:58+02:00

FAQ REFARE

Cos’è il Refare Program?2019-01-12T16:08:14+02:00

Il REFARE – Reconnecting Family Relationships Program è un trattamento sanitario, di natura psicologica, sviluppato ad hoc per i casi di Alienazione Parentale, che si pone l’obiettivo di riequilibrare la relazione tra genitore rifiutato e figlio, in seguito ad un contenzioso civile di separazione coniugale. Il Refare Program trova spazio solo ed esclusivamente nel post-provvedimento del Tribunale, per cui siamo in ambito esclusivamente clinico e non giudiziario.

Il Programma non prevede metodi coercitivi e minacciosi, ma tiene in considerazione la volontà del figlio in base alla sua età e al suo grado di maturità.

E’ un trattamento privato o pubblico?2018-04-14T09:26:29+02:00

E’ un trattamento sanitario interamente privato. Non sono previste sovvenzioni statali o da enti privati.

Quanto costa il trattamento?2019-01-12T16:04:52+02:00

Ogni caso è peculiare per cui non si può prevedere un costo fisso. In ogni caso, successivamente all’invio della richiesta, esaminato il provvedimento del Tribunale, effettuato un primo colloquio con il genitore, verrà preparato un preventivo.

In ogni caso, il costo del Programma è in capo al genitore affidatario.

La spesa del trattamento è detraibile?2018-04-14T09:42:08+02:00

Sì, è una prestazione sanitaria.

E’ possibile richiedere il Refare durante le fasi della separazione?2019-01-12T16:03:42+02:00

No, lavoriamo solo post-provvedimento del Tribunale. Anche perché durante le fasi della separazione verrebbe sicuramente coinvolto il genitore dominante con il rischio di far fallire il trattamento.

E’ possibile richiedere il Refare a contenzioso civile chiuso, ma con una pendenza penale?2019-01-12T16:03:24+02:00

No, il programma è dedicato esclusivamente al genitore rifiutato che non ha subito condanne penali (reati contro il figlio). Sinteticamente, non è possibile prendere in considerazione la richiesta del genitore alienato in seguito al contenzioso civile chiuso, ma con il processo penale ancora in corso nelle ipotesi di reato contro il figlio (ex artt. 609-bis c.p., 572 c.p. et similia).

Come mai una precondizione è l’affidamento super esclusivo al genitore rifiutato?2019-01-12T16:01:48+02:00

Perché è la tipologia ideale di affidamento nei casi di Alienazione Parentale. Se il Tribunale dovesse prevedere il coinvolgimento del genitore dominante (affidamento condiviso/esclusivo), questi avrebbe la possibilità di continuare ad esercitare pressioni psicologiche sul figlio, tali da provocare ulteriori danni alla sua salute. Qui è spiegato cos’è l’affidamento super esclusivo.

Come mai si esclude il genitore dominante dal Programma?2019-01-12T16:00:49+02:00

Prima di tutto per tutelare il figlio. Il genitore dominante usa la relazione simbiotica con il figlio per bisogni personali. Al contrario di ciò che si possa pensare, il rapporto tra genitore dominante e figlio non è autentico, ma strumentale. Il figlio va allontanato dalla fonte di disagio. Il Refare non prevede il coinvolgimento del genitore dominante.
La sua esclusione non è da considerarsi come una sorta di “punizione”, anche perché se continua con le sue condotte devianti si autoesclude dalla vita del figlio, è solo una questione di tempo.
Questa precondizione ha l’obiettivo di preservare l’efficacia del Programma perché il genitore dominante non ha la minima motivazione al cambiamento. Inoltre, escludere il genitore dominante dal Programma lancerebbe un messaggio, finalmente chiaro e deciso, al figlio. Negli anni il figlio ha ricevuto messaggi ambigui e dissonanti da parte di genitori, familiari e operatori della Giustizia. Il Programma rappresenta una nuova fase in cui si mettono in primo piano i bisogni del figlio, attraverso una presa in carico totale in cui viene coinvolto (in base all’età) nell’intero processo decisionale del Programma. Prevedere il coinvolgimento del genitore dominante significherebbe continuare a trasmettere messaggi ambigui al figlio che non gli permetterebbe di  comprendere (giustamente) il senso del trattamento: da una parte mi allontanate dal genitore che avete valutato irresponsabile, dall’altra mi permettete di continuare a frequentarlo: che volete che faccia?
Un bambino ha un punto di vista completamente differente da quello degli adulti.
Ultima criticità se si volesse coinvolgere il genitore dominante: quest’ultimo continuerebbe ad esercitare pressioni psicologiche sul figlio attraverso frasi del tipo “ci hanno allontanati, ma torneremo insieme“, “mi racccomando, non tradirmi, torneremo a vivere insieme“, “i tuoi compagni di scuola chiedono di te…“. Un comportamento irresponsabile che metterebbe in crisi, prima di tutto, il bambino (“prima o poi torno da lui/lei“) e, successivamente, l’intero trattamento.

Quali sono i provvedimenti che dovrebbe emettere un Tribunale?2019-01-12T15:57:23+02:00

Per avviare il Programma sono necessari questi provvedimenti giudiziali:

– affidamento super esclusivo al genitore rifiutato;
– allontanamento del figlio dal genitore dominante e dal suo ambiente;
– esclusione temporanea del genitore dominante dalla vita del figlio (o per l’intera durata del trattamento).

Sarebbe possibile richiedere il Programma nel caso in cui un componente del Team fosse stato CTU/CTP nel procedimento civile?2018-04-15T08:57:19+02:00

No, non è possibile. Non deve essere presente alcun conflitto di interessi (ex art. 26 Codice Deontologico Psicologi) nel Programma.
Se uno dei componenti del Team è stato CTU/CTP nel procedimento civile, non è possibile attuare il Programma.
I componenti del Team non devono aver avuto nessun ruolo diretto nel procedimento civile e, in caso, nemmeno in quello penale in cui sono stati coinvolti il figlio e i genitori.

In sintesi:

– se fosse stata espletata una Perizia/CTU presso la sede del Programma, in nessun caso sarebbe possibile avviare il trattamento;
– se uno dei componenti del Team avesse svolto, precedentemente, l’incarico di Perito/CTU/CTP, si prenderebbe in considerazione l’eventualità di sostituirlo con un altro membro. Se ciò non fosse possibile, il Programma non potrebbe partire.

E’ possibile che il Tribunale disponga nel provvedimento il Refare Program?2019-01-12T16:02:28+02:00

Tutto è possibile, ma il committente del Programma è il genitore affidatario: è lui che sottoscrive il contratto con noi.

Chi può fare richiesta al Programma?2019-01-12T15:50:13+02:00

Solo il genitore affidatario. Non è consentito al Tribunale, ad Avvocati, CTU, CTP, Servizi Sociali, Consultori di effettuare la richiesta per conto terzi. Il Refare è una prestazione sanitaria che, come le altre, sottostà al segreto professionale.

Le sessioni del Programma sono videoregistrate?2019-01-14T20:58:31+02:00

Sì, tutti gli incontri del Refare sono interamente videoregistrati. Se il genitore non dovesse accettare questa condizione, non sarebbe possibile attuare il Programma.
Le copie delle videoregistrazioni, in caso di richiesta, possono essere consegnate solo al genitore committente al termine del Programma.

E’ possibile richiedere una relazione al termine del Programma?2018-04-14T15:00:26+02:00

Sì, come ogni prestazione sanitaria. La relazione viene consegnata s.p.m. al genitore. Il Team non può inviare/consegnare la relazione a soggetti terzi.

Quanto dura il REFARE Program?2019-01-12T15:47:22+02:00

Naturalmente dipende da vari fattori, ma generalmente prevediamo una durata in media di circa 3 mesi, ad esclusione della fase del follow-up. Il trattamento deve avere una durata limitata nel tempo con obiettivi chiari e co-costruiti insieme al genitore e, se possibile, al figlio.
Se il Programma non dovesse procurare alcun risultato atteso, il Team potrebbe prendere in considerazione l’interruzione della prestazione (Art. 27 Codice Deontologico Psicologi).

Esistono delle pubblicazioni sul Refare Program?2019-01-12T16:03:17+02:00

– Pingitore M. (2019), a cura di, Nodi e snodi nell’alienazione parentale. Nuovi strumenti psicoforensi per la tutela dei diritti dei figli, FrancoAngeli – CAPITOLO 5

Possono essere coinvolti nonni e altri familiari nel Programma?2019-01-12T15:44:53+02:00

Sì, possono essere coinvolti i familiari del genitore affidatario nel Programma. Possono essere coinvolti nella fase del Consolidamento.

Se i figli sono due o più?2019-01-12T15:43:50+02:00

E’ possibile avviare il Programma. Si adotta una metodologia adatta alla presenza di più di un figlio.

Se il provvedimento del Tribunale ha disposto il trasferimento temporaneo del figlio in struttura protetta?2019-01-12T15:42:34+02:00

Il Programma è ugualmente attuabile. I componenti del Team non possono effettuare operazioni esterne di accompagnamento del figlio da e per la struttura protetta.

Il Programma prevede interventi in esterna?2018-04-14T15:30:28+02:00

Se per “interventi in esterna” si intende incontri, ad esempio, in parchi o centri commerciali, no, non sono previsti. Il Programma si svolge solo ed esclusivamente all’interno dello studio.

Il Tribunale ha disposto affidamento super esclusivo e incontri protetti con l’altro genitore, come si procede?2019-01-12T15:40:40+02:00

Non sarebbe possibile richiedere l’avvio del Refare.

Cosa si intende per alienazione parentale?2019-01-12T17:58:31+02:00

Con il termine “alienazione parentale” facciamo riferimento a due significati.

Quello giuridico:
richiama l’art. 337-ter comma 1 del Codice Civile:
Il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.

Potremmo definire l’Alienazione Parentale come la violazione, da parte di un genitore, del diritto del figlio di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con l’altro genitore e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.

Quello psicologico:
L’alienazione parentale è possibile rilevarla solo nei contenziosi legali di separazione. Essa rappresenta l’impossibilità di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo tra genitore e figlio principalmente a causa dei comportamenti devianti dell’altro genitore incube. Tali comportamenti tendono a svalorizzare le capacità di comprensione e decisione del figlio fino a provocare un vero e proprio rifiuto di quest’ultimo nei confronti del genitore succube il quale rivestirà un ruolo sempre più passivo e marginale. Il processo psicologico dell’alienazione parentale determina nel figlio vittima, in relazione alla sua età e alla sua capacità di discernimento, una coartazione della sua volontà. L’alienazione parentale rappresenta la negazione del diritto del figlio alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione.

In ogni caso, intendiamo con Alienazione Parentale l’assenza di contatti/rapporto tra figlio e genitore rifiutato. La presenza di un rapporto tra i due, seppur conflittuale, non è per noi identificabile con alienazione parentale.

L’alienazione parentale non è intesa come un rapporto conflittuale tra figlio e genitore rifiutato.

E’ prevista una supervisione clinica per i membri del Team del Refare?2019-01-12T16:27:19+02:00

Sì, il Team si avvale della supervisione clinica esterna di una psicologa-psicoterapeuta. Tutti i membri del Team sono psicologi.

Quali sono i principi ispiratori del consenso informato acquisito nel Refare?2019-01-12T16:27:11+02:00

Artt. 1 e 3 della Legge 219/17.

E’ possibile avere una relazione clinica al termine della giornata?2019-03-12T23:45:12+02:00

No, non è previsto alcun rilascio di certificazione o relazione clinica.